Se il termometro ha superato i 35 gradi a Londra nel mese di maggio e i 44 gradi a Parigi nella seconda decade di giugno, cosa ci possono riservare luglio e agosto? E le estati a venire? Lo spauracchio è una cifra inimmaginabile a queste latitudini fino a pochi anni fa. La paura ha sempre fatto 90, ma oggi è 50 (gradi) a incutere timore. Alcuni modelli la danno infatti come una temperatura estiva possibile in alcuni città europee, a cominciare proprio da Parigi. “Non parliamo di certezza al 100% per i prossimi mesi”, avverte Tommaso Alberti, esperto di simulazioni al computer presso l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e cofondatore di Climameter, piattaforma che svela in tempo reale l'origine degli eventi meteo estremi. “Ma se guardiamo al futuro, tenendo conto degli scenari possibili, in funzione delle nostre emissioni di gas serra, allora sì: è probabile che Parigi sperimenti i 50 gradi”.

Il punto di partenza è l’innalzamento della temperatura media globale rispetto ai livelli dell’era preindustriale: la soglia degli 1.5 gradi individuata con l’Accordo di Parigi è stata superata e, in assenza di robuste misure di mitigazione delle emissioni di gas serra, si viaggia verso i 3 gradi in più, prima della fine di questo secolo. “Ma 3 gradi a livello medio globale possono avere effetti molto più dirompenti localmente”, spiega Alberti. “Si potrebbero per esempio avere anche oscillazioni di 7-8 gradi in più in alcune aree. E se nel clima preindustriale una ondata di calore poteva verificarsi una volta ogni 50 anni, con tre gradi in più diventa 30-40 volte più frequente, almeno una volta l’anno”. Ondate di calore sempre più ravvicinate che contribuiranno a innalzare ulteriormente la temperatura. “Se il riscaldamento provoca a livello locale un innalzamento di 7-8 gradi e a questo si aggiunge l’ondata di calore, l’effetto combinato può portare perfino superare i 50 gradi”, conferma il ricercatore dell’Ingv.