Perquisizioni e sequestri al Santa Lucia. Proprio mentre ieri si definiva il passaggio dell’ospedale alla nuova proprietà pubblica, la Guardia di finanza entrava negli uffici dell’Irccs. L’indagine punta a ricostruire come la fondazione Santa Lucia, uno dei più importanti centri italiani della neuroriabilitazione e della ricerca, sia arrivata al dissesto e all’amministrazione straordinaria.

Le perquisizioni sono scattate nelle stesse ore in cui si chiudeva il salvataggio dell’istituto da parte di Regione Lazio, Inail ed Enea Tech e Biomedical.

Tre indagati per bancarotta e false comunicazioni sociali

Al centro dell’inchiesta della procura di Roma ci sono Maria Adriana Amadio, presidente della fondazione Santa Lucia, Edoardo Alesse, direttore generale, ed Elisabetta Alesse, componente del consiglio di amministrazione, indagati, a vario titolo e in concorso tra loro, per ipotesi di bancarotta fraudolenta per distrazione, false comunicazioni sociali e altre contestazioni previste dal codice della crisi d’impresa.

Secondo il pm Giorgio Orano, il dissesto del Santa Lucia non sarebbe stato il frutto di una crisi improvvisa. Nelle carte si parla di un meccanismo che avrebbe comportato il trasferimento di 21 milioni di euro dalla Fondazione Santa Lucia all’Immobiliare Maria Adriana, la società proprietaria degli immobili del complesso, amministrata — da quanto emerge dagli atti — dagli stessi soggetti che ricoprivano incarichi apicali nella fondazione.