La band di Adam Levine torna in città per la prima data degli I-Days con uno show ricco di hit, da 'This love' a 'Moves Like Jagger'
Come si spiegano i Maroon 5 a chi non era nato nel 2002? Forse bastano tre parole: ‘Songs About Jane’. L’album di debutto della band americana, pubblicato ventiquattro anni fa, è stato il punto di partenza della carriera di Adam Levine e soci. E lo è ancora oggi. Basta osservare il pubblico dell’Ippodromo Snai San Siro di Milano, dove la formazione losangelina torna a undici anni dall’ultima apparizione in città, in occasione degli I-Days, per capire come quelle canzoni abbiano attraversato più di una generazione. Molti dei ragazzi presenti -tanti in coppia o con i genitori- non erano nemmeno nati quando ‘This Love’ e ‘She Will Be Loved’ dominavano Mtv. Eppure le conoscono a memoria.
I Maroon 5 salgono sul palco attorno alle 21.15, partendo da ‘Harder to Breathe’. Una decisione che racconta molto del rapporto che la band continua ad avere con la propria storia. Prima dei featuring, delle playlist globali e dei miliardi di streaming, c’era il pop-rock di ‘Songs About Jane’: chitarre in primo piano, influenze funk e soul, melodie immediate. Un disco che ancora oggi rappresenta il centro della loro identità artistica. Anche il titolo dell’album aveva un’origine precisa. Jane era Jane Herman, ex fidanzata di Adam Levine, e gran parte di quelle canzoni nasceva dalla fine della loro relazione. ‘This Love’, ‘She Will Be Loved’, ‘Sunday Morning’, ‘Harder to Breathe’: brani che hanno accompagnato l’ascesa del gruppo e che per molti Millennial coincidono con una stagione ben precisa della musica pop dei primi anni Duemila.










