Tim Cook l’aveva detto: i prezzi dei prodotti Apple aumenteranno. E alla fine è successo davvero: Apple ha ritoccato verso l’alto i listini italiani di una parte importante del suo catalogo, soprattutto Mac e iPad, con rincari che arrivano fino a 1.300 euro sui modelli più costosi. Per ora restano fuori iPhone, Apple Watch e AirPods.

In Italia, il MacBook Air passa da 1.249 a 1.549 euro, il MacBook Pro da 1.949 a 2.249 euro, mentre il MacBook Neo, modello d’ingresso della gamma, sale da 699 a 899 euro. Sul fronte desktop il Mac mini passa da 729 a 949 euro, l’iMac da 1.549 a 1.899 euro, il Mac Studio da 2.549 a 3.049 euro e il Mac Pro da 8.499 a 9.799 euro. Rincari anche per i tablet: iPad Air sale da 749 a 949 euro, iPad Pro da 1.249 a 1.499 euro e iPad mini da 609 a 709 euro. Da mesi il costo delle memorie DRAM e NAND, quelle usate per RAM e spazio di archiviazione, è in forte crescita. La domanda dei data center per l’intelligenza artificiale sta assorbendo una quota sempre più grande della produzione mondiale, riducendo la disponibilità per l’elettronica di consumo e spingendo verso l’alto i prezzi dei componenti. Apple, che finora aveva cercato di assorbire almeno in parte questi aumenti, ha scelto ora di trasferirne una quota sui listini. Adesso, però, la corsa all’IA comincia ad avere un prezzo anche per chi non compra server, schede grafiche o servizi cloud, ma semplicemente un computer o un tablet.