Apple ha aumentato i prezzi di MacBookAir e iPad di circa il 20% in tutto il mondo, con rincari fino a 300 dollari per device. Si tratta di uno dei rialzi più ampi nella storia del gruppo, che ha collegato la decisione alla carenza di chip di memoria innescata dall’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Secondo i nuovi listini, il MacBook Air da 512 GB è passato da 1.099 a 1.299 dollari, il MacBook Pro da 1 TB da 1.699 a 1.999 dollari, l’iPad Air da 128 GB da 599 a 749 dollari. Saranno più costosi anche HomePod e Apple TV. L’iPhone, che da solo genera circa la metà dei ricavi aziendali, è rimasto escluso dai rincari. «Non abbiamo mai visto un componente aumentare così tanto, così rapidamente - ha dichiarato in una nota il gruppo, che ha spiegato di non riuscire più a tamponare gli aumenti senza rifletterli sui clienti.
Il ceo uscente Tim Cook aveva anticipato il problema a fine aprile, avvertendo che i costi della memoria avrebbero pesato in misura crescente sui conti aziendali a partire dal mese di luglio. Il mercato della memoria dinamica (Dram), impiegata in quasi tutti i dispositivi elettronici moderni, ha visto le tariffe salire fino al 98% nel primo trimestre del 2026. Secondo il tracker di settore TrendForce, un ulteriore rialzo tra il 58% e il 63% è atteso nel trimestre in corso. Il fenomeno - che alcuni analisti chiamano «RAMageddon», per la sua capacità “distruttiva” - è il riflesso diretto del boom nella costruzione di data center per l’Ai: aziende come Nvidia hanno stipulato contratti pluriennali con i produttori di chip, sottraendo capacità produttiva ai fabbricanti di elettronica di consumo.












