L'Offerta di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo su Mps muove il primo passo formale. Quasi certamente domani - termine domenica 28 - il pool di legali coinvolti, depositerà - via pec - alla Consob il corposo Documento di Offerta (circa 185 pagine), più allegati con le richieste di autorizzazione a Bce, Bankitalia, Antitrust, Ivass e altre 56 circa autorità nazionali di 60 paesi nei quali il nuovo gruppo allargato, comprendente Montepaschi, Mediobanca, Generali e controllate è presente. Il documento ricalca il comunicato di Intesa dell'8 giugno ai sensi dell'art. 102 del Tuf con la descrizione dell'operazione: 1,6 azioni Intesa e 1 euro cash: pertanto per ogni 10 Azioni dell'Emittente portate in adesione all'Offerta saranno corrisposte 16 azioni ordinarie dell'Offerente di nuova emissione e un importo in denaro di Euro 10.

Il pool di legali è formato da Carlo Pedersoli, Davide Cacchioli, Giulio Sandrelli, Edoardo Pedersoli (studio Pedersoli Gattai); Carlo Pavesi, Stefano Nanni Costa, Niccolò Baccetti (studio GPBL); Andrea Zoppini, Giovanni Strampelli, Giovanni Diele (Zoppini studio), Umberto Tombari, Antonio Ianni, Cristina Brancato, Lorenzo Palazzi (Tombari D'Angelo e associati) e lo studio di New York Baker McKenzie.Da mercoledì 23 i legali hanno consegnato alle Autorità dei tanti paesi coinvolti le richieste di autorizzazione al change of control. La tempistica dell'avvio dell'Opas dipende dall'arrivo dell'ultimo via libera delle Authority, in modo che cinque giorni dopo Consob possa autorizzare la pubblicazione del prospetto.Antitrust e Bce sono gli snodi cruciali anche perché potranno influire sulla seconda parte del progetto, relativamente alla cessione a Unipol a metà 2027, di una nuova mini-Montepaschi (non più di Siena), con 635 filiali e tutte le attività organizzative bancarie interne, al netto delle 625 filiali che resteranno a Intesa Sp e sulle quali l'Autorità della concorrenza deve esprimersi. Per fine ottobre c'è l'auspicio di ottenere il disco verde della Consob al prospetto e da novembre far partire l'offerta per 2-3 settimane. Settlement scadenzato a fine novembre e conclusione dell'integrazione per Natale.Consegnato il Documento a Consob, inizierà da lunedì un nuovo tour de force dei legali per la Relazione da presentare ai soci riuniti in assemblea di Intesa il 10 settembre per il via libera all'aumento di capitale al servizio dell'Opas.LEADER DI EUROPANel documento emergeranno con chiarezza le motivazioni industriali e strategiche che muovono il colosso di Piazza San Carlo. Lo scenario bancario e finanziario, sia a livello italiano che europeo, impone una spinta decisa verso il consolidamento. Diventa indispensabile creare campioni dimensionali capaci di sostenere gli ingenti investimenti tecnologici e operativi richiesti dal mercato, preservando elevati livelli di redditività di fronte a nuovi e competitivi attori globali.Con questa operazione, Intesa Sp punta a consolidare la propria leadership nazionale ed europea, valorizzando l'esperienza di successo già maturata con i precedenti dossier commerciali sul territorio. La logica dell'aggregazione poggia su un'architettura strategica che combina scala, complementarità dei modelli di business e un basso rischio di esecuzione, con l'obiettivo di accelerare la creazione di valore in tutte le principali linee d'affari. L'integrazione di Mps consentirà di mettere a fattore comune i rispettivi punti di forza, generando forti sinergie e dando vita al secondo gruppo bancario dell'Eurozona per capitalizzazione, stimata in circa 126 miliardi di euro. Il piano traccia una traiettoria di crescita imponente: un perimetro di oltre 20 milioni di clienti in Italia e una presenza massiccia nel Wealth Management, con attività finanziarie della clientela destinate a toccare i 2.000 miliardi di euro nel 2029 grazie a una rete di oltre 9.000 professionisti. L'efficienza operativa sarà supportata dall'estensione della piattaforma digitale Isytech. Dal punto di vista della redditività, il nuovo assetto punta a realizzare utili consolidati superiori a 16 miliardi di euro al 2029, estraendo sinergie a regime stimate in circa 2,9 miliardi di euro ante imposte per anno (di cui 1,5 miliardi da costi e 1,4 miliardi da ricavi). Una crescita che, nelle intenzioni dell'offerente, promette di remunerare gli azionisti con flussi di dividendi stabili e buy-back, mantenendo al contempo una solidità patrimoniale d'avanguardia con un Cet1 ratio pro forma atteso sopra il 14%.