Sale il conto delle vittime del terremoto che ha colpito il Venezuela mercoledì sera. “Purtroppo abbiamo registrato 235 pazienti arrivati privi di segni vitali o deceduti dopo l’arrivo presso le nostre strutture sanitarie”, ha dichiarato il ministro della Salute Carlos Alvarado. Il dato precedente era di 188 morti, ora 235. I feriti sono circa 4300. La cifra è destinata ulteriormente a salire nelle prossime ore considerando il numero di dispersi. Dalle macerie è stato estratto vivo un neonato. Tra le vittime accertate invece anche un italiano. La Farnesina ha reso noto di aver ricevuto molte segnalazioni di connazionali che non rispondono al telefono. In questo momento ci sono oltre 70mila famiglie venezuelane senza un tetto, ha comunicato il ministro dell’Interno, aggiungendo che a La Guaira, lo stato più colpito dal terremoto, sono crollati 100 edifici. Le aree più danneggiate nello stato sono Caraballeda e Catia La Mar. La presidente ad interim Rodriguez ha confermato il prossimo arrivo di soccorritori internazionali. Un team della Protezione civile italiana con 40 vigili del fuoco partirà stamattina per Caracas.

Il governo deli Stati Uniti sta mobilitando risorse immediate. Il sito dell’ambasciata degli Stati Uniti a Caracas ha comunicato l’autorizzazione del presidente Trump a impegnare un significativo aiuto finanziario, a dispiegare squadre di ricerca e soccorso e a collaborare con le autorità venezuelane ad interim per far fronte ai bisogni urgenti della popolazione. “La rapida risposta del Dipartimento di Stato sottolinea l’importanza cruciale degli interventi salvavita immediati nelle prime ore successive ai disastri naturali nel nostro emisfero – aggiunge la sede diplomatica – Il Dipartimento sta dispiegando una squadra regionale di intervento per l’assistenza in caso di calamità (DART), che comprende due squadre specializzate di ricerca e soccorso urbano, focalizzate sull’individuazione e il raggiungimento dei sopravvissuti. A Washington, il Dipartimento ha istituito una task force specializzata per coordinare l’assistenza con i partner del settore pubblico e privato, valutare i bisogni sul campo e fornire assistenza ai cittadini americani potenzialmente colpiti”.