Si era partiti dall'accusa di associazione mafiosa legata alle presunte infiltrazioni della cosca Piromalli di Gioia Tauro nelle forniture dell'Asp di Reggio Calabria. Alla fine del processo di appello, però, non ha retto neanche la contestazione di associazione semplice, riformulata dalla procura di Reggio Calabria dopo la sentenza del Tribunale di Palmi. Si chiude così il secondo grado del processo “Chirone”, con una sola condanna per un reato fine e l'assoluzione degli altri imputati, anche quelli che erano stati condannati a una pena minima in primo grado.Nomi e riformulazione della sentenzaLa Corte d'appello di Reggio Calabria, infatti, nella giornata di ieri ha riformato la sentenza del Tribunale di Palmi assolvendo Girolamo Giuseppe Fabio Tripodi (principale imputato già assolto in primo grado), Antonio Madafferi, Franco Madafferi, Mario Vincenzo Riefolo, Federico Riefolo e Francesca Grazia Laface (già assolta in primo grado). Unico condannato, ma a una pena inferiore, Pasquale Mamone, che passa da 3 anni e sei mesi a 2 anni e otto mesi. Gli imputati assolti sono difesi dagli avvocati Guido Contestabile, Francesco Giovinazzo e Giuseppe Milicia.

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