Nell’ambito dell’operazione "Res Tauro" si chiude la fase delle indagini preliminari, ricostruiti estorsioni, aste truccate e assetti del clan che confermano il ritorno al potere del boss Facciazza
Si avvia verso la fase processuale l’inchiesta “Res Tauro” condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 39 persone. L’atto segna un passaggio decisivo: da questo momento la procura potrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio, mentre le difese avranno venti giorni per consultare gli atti e presentare osservazioni o chiedere interrogatori.
L’indagine riguarda la presunta attività della cosca Piromalli, storicamente radicata nell’area di Gioia Tauro, ed è il risultato di un lavoro investigativo iniziato nel 2020 e sviluppato attraverso intercettazioni, servizi di osservazione e attività tecniche dei carabinieri del Ros.
Un primo sviluppo dell’inchiesta si era già concretizzato nel settembre 2025 con l’esecuzione di 26 misure cautelari, tra carcere e arresti domiciliari. Gli inquirenti descrivono un quadro in cui il punto di svolta sarebbe stato il ritorno in libertà di Giuseppe Piromalli, conosciuto come “Facciazza”, dopo una lunga detenzione sotto regime di 41 bis.











