Per chi vive con un cane o un gatto, lasciarlo solo a casa per otto o nove ore è spesso uno dei pensieri più pesanti della giornata lavorativa. Non stupisce quindi che sempre più lavoratori guardino con interesse alle aziende che consentono di portare gli animali sul luogo di lavoro. Peccato che, almeno in Italia, si tratti ancora di un’opportunità riservata a poche realtà. Ecco perché vale la pena celebrare la Giornata Mondiale del Cane in Ufficio, il 26 giugno: per l’occasione ecco i dati del Pet-Friendly Advantage Report, che racconta quanto pesi la qualità della vita che consente, cani inclusi, nella scelta di un certo lavoro. E alcuni consigli utili per l’interazione con persone mai incontrate, con altri pet e per gestire i fastidi dati dalla pettorina: situazioni che, portando il cane in ufficio, si devono probabilmente affrontare.
Cane in ufficio, c’è chi cambierebbe lavoro per averlo
Secondo il Pet-Friendly Advantage Report, promosso dal Gruppo Mars (che inItalia è rappresentato dalle aziende Mars, Royal Canin e AniCura e che da oltre 10 anni accoglie nei propri uffici gli animali domestici) e realizzato su oltre mille lavoratori dipendenti, il 54% prenderebbe in considerazione un cambio di lavoro se potesse portare il proprio cane o gatto in azienda. La ricerca mostra che il 60% degli intervistati considera fondamentale poter contare su modalità di lavoro più flessibili per gestire le esigenze del proprio animale, mentre il 55% apprezzerebbe servizi aziendali dedicati, come il pet sitting.









