L’elenco alfabetico degli artisti che dal 1976 ad oggi sono passati da Monfortinjazz e dal suo Auditorium Horszowski, splendida location all’aria aperta incastonata in cima all’antico borgo medievale di Monforte d’Alba, è impressionante. Dagli Aires Tango di Javier Girotto a Rufus Wainwright, scorre un filo conduttore di musica internazionale di alto livello, in cui il “jazz” della ragione sociale è da intendersi in senso sempre più ampio col passare degli anni. Logico dunque che – a cinquant’anni da quel concerto di Francesco Guccini, ingaggiato per «250 mila vecchie lire e qualche bottiglia di Nebbiolo» – il festival abbia voluto fare le cose in grande, con una mostra di fotografie in tema del maestro Guido Harari (nell’adiacente Confraternita di Sant’Agostino) e un cartellone più ricco ed eclettico che mai. Si comincia venerdì 26 giugno (alle 21,30, biglietti da 69 euro), con il concerto di Tony Hadley, già voce di un’istituzione pop degli anni 80 come gli Spandau Ballet, oggi apprezzato solista. Quella a Monforte sarà la prima data del suo tour estivo nel nostro Paese, chiamato appunto “An Englishman in Italy”. Uno spettacolo nel quale il cantante inglese e la sua Fabulous Th Band spazieranno fra classici d’annata come “Gold” e “True” e nuovi brani dall’impronta più rock. «Il pubblico italiano ha sempre avuto un’energia unica - ha dichiarato Hadley – e negli anni abbiamo costruito un legame autentico, che continua a sorprendermi». Venerdì 3 luglio (alle 21,30, biglietti da 69 euro) toccherà invece a uno degli ospiti più affezionati della rassegna, Stefano Bollani. Giunto alla sua decima partecipazione, l’istrionico pianista sarà in scena insieme a un altro grande del jazz nazionale come il trombettista Enrico Rava, per un concerto in bilico fra canzone d’autore, musica brasiliana e standard jazz. In apertura, proiezione del documentario di Valentina Cenni “Tutta vita”, candidato ai David di Donatello e dedicato a una residenza dello stesso Bollani al Teatro Rossetti di Trieste.