Proteste sui social per i codici minori affidati ai volontari. "Per ora non ci sono alternative". Il pianoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa protesta corre sui social nei commenti al progetto che sta per decollare nel grande hub dell’emergenza. Ma oltre al mondo del web, c’è l’ossatura di un progetto sperimentale che la Asl mette in campo, trasformando Arezzo in una città-pilota a livello toscano. La gestione dei codici minori al pronto soccorso che rappresentano la metà degli accessi giornalieri, tra una settimana esatta sarà affidata, in tandem con gli specialisti dell’emergenza, a un pool di professionisti che lavoreranno a stretto contatto con i volontari delle associazioni aretine. La fase di affiancamento è in corso e dal 1 di luglio il piano sarà operativo.

Prevede la copertura nell’arco di 12 ore di turni in cui operano un medico, un infermiere e un volontario. Quest’ultimo dedicato all’accoglienza dei pazienti con i codici minori. Tema al centro del primo faccia a faccia tra il sindaco Marcello Comanducci e il direttore generale della Asl Marco Torre. Che ha spiegato al sindaco (sua la delega alla sanità) "con chiarezza che il pronto soccorso del San Donato vive da tempo una situazione di forte pressione. Nonostante il continuo scorrimento delle graduatorie e la costante ricerca di personale, la direzione sanitaria non riesce a reperire medici di medicina d’urgenza in numero sufficiente per fare fronte al fabbisogno. Si tratta, purtroppo, di una criticità che riguarda molte realtà italiane e che non può essere ignorata". Per questo, il sindaco aggiunge: "Di fronte a questa emergenza, la Asl è alla ricerca di soluzioni. Confido, come mi è stato prefigurato durante l’incontro suddetto, che l’attuale modalità di affidamento della gestione dei codici minori sia solo temporanea, una misura ponte per alleggerire il carico del pronto soccorso, ridurre i tempi di attesa e consentire ai medici di concentrarsi sui casi più gravi, nell’interesse della collettività. Per il lungo periodo, mi è stata inoltre illustrata una strategia che comprende il rafforzamento della sanità territoriale, l’attivazione dei punti di intervento rapido, una nuova organizzazione dei percorsi assistenziali e lo sforzo a reclutare nuovi professionisti".