È il tema di stringente attualità, che unisce occasione di sviluppo e tutela sociale. L'housing sociale vede il mondo Ance in prima fila, protagonista di un impegno concreto e di un dialogo istituzionale serrato per arrivare a soluzioni normative e operative adeguate alle necessità. Non a caso è stato individuato come il "fil rouge" dell'assemblea annuale di Ance Caserta, in programma oggi.
LO "STRUMENTO" Per housing sociale, secondo il decreto del Ministro delle infrastrutture del 22 aprile 2008, si intende "l'unità immobiliare adibita ad uso residenziale che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. L'alloggio sociale si configura come elemento essenziale del sistema di edilizia residenziale sociale costituito dall'insieme dei servizi abitativi finalizzati al soddisfacimento delle esigenze primarie". L'housing sociale rappresenta dunque l'insieme di alloggi e servizi, di azioni e strumenti rivolti a coloro che non riescono a soddisfare sul mercato il proprio bisogno abitativo, per ragioni economiche o per l'assenza di un'offerta adeguata. In questo aspetto risiede la differenza con altri strumenti e agevolazioni sul tema dell'abitare. LO STUDIO DELL'OSSERVATORIO Partendo da queste premesse, Ance Caserta ha affidato un approfondimento all'Osservatorio Innovazione e Comunicazione sul profilo e le prospettive dell'housing sociale, al centro di un forte interesse anche della politica e delle amministrazioni regionali. Tutta l'Ance nazionale è sintonizzata su questa priorità e Caserta ha qualità e visione per poter avere un ruolo importante, offrendo le proprie competenze a chi dovrà definire le linee guida delle nuove misure. Lo studio, che viene presentato nel corso dell'assemblea di Ance Caserta, mette al centro analisi, valutazioni e possibili esempi di pratica attuazione, nella consapevolezza di un confronto ancora in fase iniziale. Lo stesso governo proprio a maggio scorso ha varato "Il Piano Casa 2026", che mira a rispondere alla diffusa crisi abitativa, che investe vari segmenti della popolazione, aumentando l'offerta di alloggi a prezzi accessibili attraverso una serie di misure strutturali tese a favorire la realizzazione e la valorizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata per diverse categorie: giovani, anziani, lavoratori fuori sede e genitori separati, in un programma che prevede azioni sul medio lungo periodo. LA REGIONE CAMPANIA Anche la Regione Campania è impegnata su questo fronte con stanziamenti di risorse significative. La strategia regionale punta sull'integrazione di molteplici forme di intervento, in un approccio multidimensionale dell'intervento pubblico, per garantire a tutti non solo l'accesso ad un alloggio adeguato, sicuro e sostenibile, ma anche contesti urbani vivibili, la riduzione dei consumi di energia e di suolo, la riduzione dell'inquinamento, la valorizzazione del verde urbano e delle sue funzioni eco-sistemiche, attraverso la realizzazione di programmi di rigenerazione urbana, edilizia sociale, e la valorizzazione del patrimonio di edilizia pubblica esistente e l'erogazione di contributi ai cittadini per il sostegno all'affitto. Un punto cardine per la definizione delle strategie della Regione Campania è sicuramente il FESR 2021-2027. IL RUOLO DI ANCE Nell'audizione del marzo scorso presso la Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, l'Ance nazionale ha segnalato la crescente emergenza sociale nel nostro Paese, sintetizzata nel grafico in pagina. Per rispondere a questa crisi e invertire la tendenza al disinvestimento immobiliare degli enti previdenziali, Ance ha proposto un "Piano nazionale per l'housing accessibile", strutturato su tre pilastri fondamentali. Il primo è il pilastro finanziario (mobilitare 15 miliardi). Si propone un sistema di investimento misto pubblico-privato. La mobilitazione di risorse pubbliche, attingendo a fondi come la riprogrammazione del PNRR, Fondi strutturali UE e Fondo sociale per il clima. E poi strumenti innovativi per i privati: Fondi immobiliari pubblico-privati (gestiti da SGR per coinvolgere direttamente gli investitori istituzionali); Cartolarizzazioni; Revisione della normativa prudenziale.Il secondo pilastro ha carattere fiscale. Per rendere sostenibili gli investimenti (che devono garantire canoni calmierati o prezzi accessibili), è necessario abbattere i costi di costruzione. Ance chiede strumenti fiscali dedicati che facilitino la costituzione di società veicolo (SPV) e lo sviluppo diretto da parte delle imprese. INCENTIVI AI PRIVATI Infine il pilastro urbanistico e di semplificazione. Ance ha sottolineato che l'intervento dei privati non deve essere coercitivo, ma incentivato. Per attrarre capitali occorrono: procedure amministrative veloci (permessi di costruire convenzionati); Maggiore flessibilità costruttiva (cambi d'uso, altezze, densità); Esonero oneri: Riduzione o esenzione del costo di costruzione e degli oneri di urbanizzazione per i progetti di housing sociale.Un punto chiave dell'audizione è stato l'allineamento di questa proposta con i criteri ESG (Ambientali, Sociali, di Governance). Gli investimenti in housing sociale sono considerati "sostenibili" per eccellenza: producono un impatto sociale positivo (accesso alla casa per fragili) e un impatto ambientale positivo (grazie alla costruzione di edifici ad alta efficienza energetica).Infine, per superare la frammentazione di competenze tra Stato, Regioni ed Enti Locali (che spesso blocca questi progetti), l'Ance ha concluso chiedendo l'istituzione di una "Regia unica", ovvero una Commissione interministeriale incardinata presso la Presidenza del Consiglio, capace di coordinare le politiche abitative e urbanistiche a livello nazionale.







