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Dopo i colpi sparati dai pasdaran contro una nave cargo, a Hormuz il traffico è tornato centellinato. Oggi ancora colloqui Libano-Israele
© Ansa
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l’esercito non si ritirerà dalle zone occupate nel Libano meridionale, nonostante la notizia di un retrofront delle truppe. Hezbollah ha accusato Israele di aver preso di mira i civili che cercavano di tornare alle loro case nel Libano meridionale, uccidendo almeno due persone. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, alle prese ancora con lo scontro tra Casa Bianca e Roma, ha dichiarato che Washington vuole che l’accordo con Teheran funzioni, ma non è disposta a "un accordo a qualsiasi prezzo". Intanto un nuovo episodio di tensione a Hormuz ha portato i pasdaran a ribadire che lo stretto è aperto "solo lungo le rotte autorizzate" e che qualunque nave tenti di attraversarlo senza autorizzazione "sarà trattata di conseguenza".
L'esercito israeliano ha colpito la periferia delle città di Barashit e Beit Yahoun con circa 10 attacchi di artiglieria. Lo scrive l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency. Si tratta del secondo attacco nelle ultime ore e, secondo Hezbollah, di una palese violazione della tregua. Prima dei colpi di artiglieria, l'Idf aveva comunicato di aver "eliminato sei terroristi" con un raid. Secondo i miliziani libanesi, le vittime sarebbero civili, colpiti mentre rientravano a casa.







