I vaccini contro il Covid-19 si sono rivelati lo strumento decisivo per contrastare la pandemia. Tuttavia, nel caso di un paziente riminese di 51 anni, il danno subito sarebbe - almeno stando al parere del tribunale di Rimini - riconducibile proprio alla vaccinazione anti Covid. È una sentenza destinata a far discutere quella pronunciata dal giudice del lavoro Lucio Ardigò, che ha riconosciuto il diritto all’indennizzo previsto dalla legge 210 del 1992 a un uomo di 51 anni rimasto invalido dopo un arresto cardiaco avvenuto nel giugno 2022. Il Ministero della Salute e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sono stati condannati a corrispondere gli indennizzi previsti dalla normativa. L’uomo, assistito dall’avvocato Luca Ventaloro del foro di Rimini, aveva ricevuto tre dosi del vaccino Pfizer-BioNTech contro il Covid il 22 giugno 2021, il 27 luglio 2021 e il 20 gennaio 2022. Dopo l’ultima inoculazione aveva accusato alcuni disturbi agli arti inferiori, poi risolti. Cinque mesi dopo, il 22 giugno 2022, è stato colpito da un improvviso arresto cardiaco con fibrillazione ventricolare. Rianimato sul posto e ricoverato d’urgenza, i medici gli hanno diagnosticato una cardiomiopatia dilatativa e gli hanno impiantato un defibrillatore sottocutaneo che dovrà portare per tutta la vita. Il punto centrale del processo era capire se esistesse davvero un collegamento tra il vaccino e la malattia cardiaca. Per rispondere a questa domanda il tribunale ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio. Ed è proprio dalle conclusioni del consulente che nasce la decisione del giudice. Secondo il consulente medico "sussiste correlazione patogenetica tra il danno miocarditico correlato all’attività del vaccino mRNA" e la successiva evoluzione della malattia cardiaca, una correlazione che "raggiunge il grado di una probabilità apprezzabile". Uno degli elementi che hanno pesato maggiormente nella decisione riguarda le condizioni di salute del paziente prima della vaccinazione. La consulenza evidenzia infatti che "l’anamnesi familiare e patologica remota non segnalava patologie degne di nota" e che le analisi genetiche "non hanno identificato varianti patogene o probabilmente patogene", escludendo così le principali cause alternative della cardiomiopatia. Il consulente ricorda che i vaccini a mRNA possono provocare, in casi rari, miocarditi, precisando però che "con rischio inferiore a quello di contrarre la stessa patologia dopo l’infezione dal virus Sars-CoV-2". Un passaggio importante, perché il tribunale ribadisce che il beneficio della vaccinazione resta superiore ai rischi, pur riconoscendo che possono verificarsi eventi avversi eccezionali.
Arresto cardiaco dopo il vaccino. Il tribunale riconosce l’indennizzo
I vaccini contro il Covid-19 si sono rivelati lo strumento decisivo per contrastare la pandemia. Tuttavia, nel caso di un...







