Una emorragia di tesserati pari al 65%, una gara assegnata all’ombra delle Apuane, ma che si dovrà disputare a Pavia dove l’impianto funziona, una attività sportiva che sta subendo ripercussioni negative per tutto il movimento, con allenamenti settimanali a Colle Val d’Elsa, nel senese. Seppure isolato e quasi nascosto in fondo alla vallata di Fossola, neppure il poligono del Tiro a Segno Nazionale si salva dalla crisi degli impianti sportivi carraresi. Questa volta però i problemi odorano di stellette perché il poligono è di proprietà della Marina Militare (per legge i tiri a segno vengono dati in comodato gratuito alle società sportive del settore che ne curano anche la manutenzione ordinaria e gestiscono le attività dei giorni festivi) e da tre anni la linea di tiro dei 300 metri, una delle poche in Italia, è chiusa per lavori straordinari che dovrebbe eseguire la forza armata. All’origine della momentanea chiusura che però si sta prolungando oltre ogni ragionevole limite, c’è la necessità di mettere in sicurezza la linea di tiro dei 300 metri. Ma la burocrazia non aiuta e i denari (si parla di cifre dai 400 ai 500mila euro), tra stanziamenti e restituzioni, continuano ad andare e venire perché non vengono spesi.
Tiro a segno dimenticato. I tesserati se ne vanno
Una emorragia di tesserati pari al 65%, una gara assegnata all’ombra delle Apuane, ma che si dovrà disputare a Pavia...







