SANTA CROCE (Pisa)La filiera della moda resta sotto pressione. Pandemia, crisi energetica, inflazione, tensioni geopolitiche, dazi e guerre imprevedibili: un susseguirsi di eventi che hanno finito per contrarre i cicli economici e ridisegnare a livello globale i mercati, le abitudini di consumo e le strategie aziendali, settoriali e di filiera. Il settore conciario soffre ma resiste. Innovazione, export e qualità restano i pilastri su cui si regge la filiera. Un quadro che ieri sera è stato messo sotto la lente da un’iniziativa di Cgil che ha riunito a San Miniato imprese e istituzioni per trovare le giuste risposte a un settore che negli ultimi mesi ha rallentato produzione e occupazione. Al centro del confronto, la tenuta di un modello produttivo che ha fatto scuola in Italia. Il cosiddetto sistema consortile, capace di coniugare grandi marchi del lusso e piccole aziende artigiane. Un quadro, lo stato di salute di settore, analizzato pochi giorni fa anche da Unic che ha tenuto a Santa Croce l’assemblea annuale che ha segnato, anche, il passaggio di testimone alla guida dell’associazione.Il nuovo presidente è Alessandro Iliprandi, Ceo di Bonaudo Spa, realtà specializzata nella produzione di pelli di alta gamma per il segmento luxury. "È un momento particolarmente difficile per il settore, ma abbiamo dalla nostra parte visione, coraggio e la volontà costante di migliorarci", ha detto Iliprandi, indicando tra le priorità del mandato il rafforzamento del dialogo con i clienti, una rappresentanza europea più incisiva e investimenti nella formazione delle nuove generazioni. Nel 2025 il comparto ha registrato una flessione di quasi il 6% in valore e del 4% in volume, mentre le esportazioni hanno subito una contrazione del 5%.