HomeMonza BrianzaEconomiaCandy, dodici mesi dopo: addio alla produzione ma il nuovo corso resta una scommessaConclusa la verifica con l’azienda sul piano di trasformazione del sito di Brugherio. Il 30 stop agli ammortizzatori e nessun licenziamento, mentre i kit stentano. I sindacati: la riconversione nell’hub della logistica sia occasione di sviluppoLa riduzione del personale su base volontaria ha registrato 38 adesioniRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBrugherio (Monza e Brianza) – Un anno fa lo storico stabilimento della Candy di Brugherio spegneva i motori, niente più produzione di lavatrici. Finiva così un’era gloriosa del made in Italy e, tra i timori dei lavoratori, ne cominciava un’altra: quella della riconversione industriale nel nuovo Service Hub di Haier Europe, come deciso dalla proprietà cinese. Oggi, a dodici mesi dalla svolta, il futuro del sito e dei suoi dipendenti inizia a delinearsi su basi più solide.

L’incontro

Nel corso di un incontro in Assolombarda, i vertici di Candy Hoover e i sindacati (Fim-Cisl, Fiom-Cgil e la Rsu) hanno fatto il punto sul piano di trasformazione firmato a gennaio. E la notizia più importante è anche la più rassicurante: non ci sarà alcun ricorso a nuovi ammortizzatori sociali e tantomeno licenziamenti collettivi. Il passaggio da fabbrica a polo logistico e di assistenza ha già visto la conclusione della maggior parte degli interventi sugli edifici. Restano da limare alcune opere infrastrutturali e il trasferimento dei materiali dal magazzino bergamasco di Telgate, mentre da settembre scatterà l’internalizzazione delle attività di programmazione. Nel frattempo, i contratti di solidarietà – che hanno tagliato l’orario di lavoro in media del 31,5%, pesando soprattutto sulla componente operaia – si concluderanno il 30 giugno.