Carbonia. 26 giugno 2026 alle 01:22

Carbonia. Per recuperare, subito, parte dei tributi datati che il Comune fatica ad incamerare, due consiglieri municipali avanzano una soluzione: aderire alla cosiddetta “rottamazione quinquies”.

L'idea è contenuta in un'interpellanza alla Giunta di Monica Atzori e Giangi Fiori. Con la legge di bilancio 2026, la possibilità di recuperare i debiti che privati o ditte hanno col Comune è stata per l'appunto estesa anche agli enti locali. La misura permette ai debitori, le cui pendenze vanno dal gennaio 2000 al dicembre 2023 (pertanto 23 anni di tasse evase) di pagare soltanto la quota capitale. Sono escluse sanzioni, interessi e altre voci che di solito fanno crescere la cifra. La misura riguarda in particolare Tari (nettezza urbana) e Imu (tassa sulla casa) o altri tributi che il Comune ha già trasmesso all'Agenzia delle entrate per il recupero coatto: «Famiglie, artigiani, commercianti - analizzano Atzori e Fiori - stanno attraversando ancora periodi economici spesso drammatici ed è chiaro che molti di loro vogliano comunque pagare: l'adesione a questa rottamazione darebbe una concreta possibilità di ripartire, liberando i cittadini da un peso che non dipende dalla deliberata volontà di evadere le tasse». In base a recenti dati risalenti al 2025, il Comune contava di incamerare da recupero Tari almeno 500 mila euro (ma la cifra reale potrebbe essere molto più alta). Nel 2020 venivano conteggiate circa 2.700 posizioni Tari evase. L'interpellanza suggerisce poi un'altra azione: aderire anche alla definizione agevolata autonoma, relativa alle entrate tributarie e patrimoniali gestite direttamente dal Comune o concesse a terzi, ad esempio Abaco nel caso di Carbonia.