Il richiamo alla precedente bocciatura della legge sarda sulle aree idonee conferma il caos normativo26 giugno 2026 alle 01:26La Consulta rimanda ai giudici amministrativi le istanze dei colossi dell’energia
La Corte Costituzionale ha già bocciato la legge sarda sulle aree idonee a dicembre dello scorso anno. Ieri lo ha ribadito in un’ordinanza dove rimanda ai Tar del Lazio e della Sardegna le decisioni relative a ricorsi promossi, sempre contro la legge 20, da diverse società del settore energetico e per i quali i tribunali amministrativi si erano direttamente rivolti alla Consulta. L’ha fatto anche perché, nel frattempo, la Regione non ha smesso di legiferare in materia. Dopo il provvedimento sulle aree idonee per l’installazione di impianti da rinnovabili (dicembre 2024), undici mesi dopo ne è arrivato un altro, correttivo in minima parte – di semplificazione delle procedure per la realizzazione di impianti fotovoltaici anche nei centri abitati – ugualmente impugnato dal Governo. Ebbene, ieri la Consulta ha chiarito che «deve essere disposta la restituzione degli atti ai giudici rimettenti per un nuovo esame della rilevanza e della non manifesta infondatezza delle questioni, alla luce del mutato contesto normativo e della giurisprudenza costituzionale».







