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9 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:06 del 9 Luglio
In Sardegna è ancora guerra sulle rinnovabili. E c’è una certezza: la legge regionale della presidente Alessandra Todde, nel frattempo alle prese con il nodo della decadenza, finisce davanti alla Corte Costituzionale. Il Tribunale amministrativo regionale, con tre diverse ordinanze, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale su alcuni articoli della legge sulle aree idonee 20/2024, tra l’altro già impugnata dal Governo Meloni. Tra le altre cose, la norma “viola il principio di proporzionalità e appare in contrasto con i principi fondamentali stabiliti dalla normativa statale”. Classificando circa il 99% del territorio sardo come non idoneo, infatti, la legge ha limitato molto la possibilità di sviluppare nuovi impianti. E mentre il Tar della Sardegna sospende il giudizio, trasmettendo gli atti alla Corte costituzionale, i consiglieri regionali Alessandro Sorgia (Lega), Stefano Schirru (Alleanza Sardegna), Alice Aroni (Udc), Ivan Piras (Forza Italia) chiedono il rilancio dello Statuto di Autonomia della Sardegna, per contrastare le speculazioni nel settore delle rinnovabili. E, in un incontro con la stampa, illustrano un’interrogazione rivolta alla Presidente della Regione, chiedendo l’esame in Consiglio della proposta di legge di iniziativa popolare Pratobello 2024. Si tratta di una proposta sostenuta da circa 220mila cittadini, che mira a regolamentare l’installazione di impianti da energia rinnovabile nell’Isola. Per tutta l’estate del 2024 si erano raccolte firme, ma poi la guerra alle rinnovabili è andata avanti con altri strumenti. La destra ora vuole rilanciarla, dato che moratoria e legge regionale sulle aree idonee “sono ormai prossime alla certificazione del fallimento” sostiene il consigliere leghista Sorgia.






