Il palazzo più celebre del Regno Unito, con le sue 775 stanze e il balcone simbolo nel mondo, è pronto a cambiare identità: non sarà più la dimora privata del sovrano.

In una rottura storica con una tradizione in vigore dal 1837, re Carlo III e la regina Camilla hanno deciso di non trasferirsi a Buckingham Palace al termine dei lavori di ristrutturazione.

La coppia reale manterrà la propria base londinese a Clarence House, residenza vissuta come autentica casa, più misurata e riservata, in netto contrasto con la monumentalità quasi impersonale di Buckingham Palace.

La decisione, emersa in concomitanza con la presentazione dei conti annuali della monarchia il 25 giugno 2026, va oltre la pura logistica e ridisegna in profondità il rapporto tra la Corona e i suoi spazi.

A motivarla è un ampio progetto di modernizzazione, materiale e simbolica. L’edificio al centro della vita istituzionale è interessato da un restauro decennale, avviato nel 2017 e dal costo di 369 milioni di sterline: un intervento imponente, che prevede l’installazione di migliaia di chilometri di nuovi cavi elettrici e tubature, necessario per scongiurare incendi e allagamenti causati da impianti risalenti agli anni Cinquanta. Eppure, a lavori conclusi, il sovrano non vi prenderà alloggio.