di Claudia Osmettigiovedì 25 giugno 20265' di letturaContestata, contestatissima. E poi criticata, stigmatizzata, per certi versi relegata in trafiletti da pagine interne (su certa stampa), fraintesa, minimizzata. Accusata a sua volta e liquidata come un tentativo di polemica fine a se stessa. La Commissione parlamentare sul Covid (il cui nome per esteso è “Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria da Sars-Cov2”) è probabilmente l’ente istituzionale di cui si sa meno e che sta facendo di più nel corso di questa legislatura. Tanto per capirci: «Al momento contiamo almeno 160 persone già udite in circa 180 sedute», racconta l’onorevole Marco Lisei (FdI) che la presiede, «e nonostante siamo partiti in grande ritardo rispetto alle altre commissioni perché l’ostruzionismo parlamentare ha cercato di rallentarci».Senatore Lisei, cosa vuol dire?
«Siamo operativi soltanto da un anno e mezzo, eppure siamo l’unica commissione che si riunisce due o tre volte alla settimana. Dovrebbe bastare per capire il valore di quello che stiamo facendo».A proposito, cosa state facendo? Perché, sa, l’impressione è che sia finito un po’ tutto nel dimenticatoio...
«No, questo è esattamente il momento in cui vale la pena chiarire come sono andate le cose. Stiamo lavorando su due assi principali. Il primo riguarda gli aspetti scientifici delle scelte operate nel 2020 che sono state oggetto di numerose contestazioni. Mi riferisco alle carenza sanitarie determinate dai tagli degli anni precedenti, al ritardo della circolare sulla “tachipirina e vigile attesa” o a un lockdown generalizzato ed esteso quando al Sud non era presente neanche un contagiato: sono decisioni politiche, sì, le hanno prese l’allora premier Giuseppe Conte e l’allora ministro della Salute Roberto Speranza, è indubbio. Noi vogliamo capire se sono state corrette, perché se in futuro ci si ritrovasse (e speriamo di no) in una situazione analoga, che si fa?».Giuseppe Conte, i segreti dell'ex premier che chiede spiegazioni ma non spiega maiGiuseppe Conte, ex premier e leader dei Cinque Stelle, ha detto ieri che “Giorgia Meloni è doveroso venga a...Chiaro. L’altro filone dei lavori?








