La Corte di Cassazione ha condannato dodici persone per la strage di Viareggio, il grosso incidente ferroviario avvenuto nel giugno del 2009 in cui morirono 32 persone: tra queste c’è l’ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, condannato a cinque anni per disastro ferroviario colposo e incendio.

Il giudizio della Cassazione è il terzo e ultimo all’interno di un processo: le condanne sono quindi considerate definitive. A maggio del 2025, nel terzo processo di appello per la strage, la Corte d’Appello di Firenze aveva già confermato tutte e dodici le condanne.

Il processo per la strage di Viareggio era già finito in Cassazione all’inizio del 2024, ma i giudici avevano disposto un nuovo passaggio in Corte d’Appello per rideterminare alcune pene e applicare le attenuanti generiche. Nel corso degli anni si sono svolti vari processi sulla vicenda e alcune condanne sono state diminuite, anche perché nel frattempo diversi reati sono andati in prescrizione.

La Cassazione ha confermato anche le condanne di altri ex dirigenti, oltre che di tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del treno deragliato: tra loro ci sono l’ex amministratore delegato di RFI Michele Mario Elia (4 anni, 2 mesi, 20 giorni); Mario Paolo Pizzadini, manager di Cima Riparazioni (2 anni, 10 mesi e 20 giorni); Daniele Gobbi Frattini, responsabile tecnico di Cima Riparazioni (2 anni, 10 mesi, 20 giorni); e Mario Castaldo, ex direttore della divisione Cargo Chemical (4 anni). Sono stati condannati anche dirigenti, tecnici e operai della Junghental, l’azienda responsabile della manutenzione dei carri cisterna, e della Gatx Rail, l’azienda proprietaria del carro deragliato.