Teheran non perde occasione per attaccare i Paesi occidentali alleati degli Stati Uniti. E all'indomani del polverone sollevato dalle parole di Mark Rutte sulle basi italiane, riaccende il caso contro Roma e tira in ballo Bucarest: "Hanno scelto di colludere nel palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, citando esplicitamente le parole del Segretario della Nato.
Un affondo che ha riacceso la miccia della polemica politica in Italia e provocato la reazione di Giorgia Meloni, che nell'osteggiare "l'entusiastica ricostruzione confusionaria" fornita da Rutte, ha ribadito come "noi non abbiamo partecipato al conflitto in Iran. Del resto, non si spiegherebbe la delusione reiterata da parte del presidente americano", ha puntualizzato la premier assicurando che il governo "ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato Parlamento".
Mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha telefonato direttamente al suo omologo iraniano Abbas Araghchi per chiarire che "non ha mai autorizzato l'utilizzo delle basi per azioni di guerra" contro la Repubblica islamica. Una telefonata che è servita: "Anche Teheran ha capito che c'è stata un'incomprensione", ha assicurato Meloni dalla conferenza stampa con Emmanuel Macron a Cap d'Antibes dopo aver sottolineato che Rutte "ha confuso la tipologia dei voli autorizzati" e "ha corretto e puntualizzato" quanto dichiarato nell'intervista a Fox.











