Sono stati rinviati a giudizio per disastro ambientale colposo gli ex dirigenti Solvay (oggi Syensqo), Stefano Bigini e Andrea Diotto. Lo ha stabilito il Tribunale di Alessandria al termine dell’udienza preliminare durata due anni. Inizierà il prossimo 16 novembre il processo agli ex manager accusati del disastro colposo legato alla contaminazione da Pfas, i cosiddetti inquinanti eterni, nello stabilimento chimico di Spinetta Marengo. Nel frattempo, però, proprio mentre si attendeva la decisione del gup Arianna Ciavattini, sulle pagine locali, il Corriere della Sera pubblica un’indiscrezione secondo la quale sarebbe stato raggiunto un accordo economico tra Syensqo e la Regione Piemonte, perché l’Ente si ritiri come parte civile. Massimo riserbo sulla somma, ma la cifra dovrebbe i costi sostenuti dall’Arpa per la mappatura e i monitoraggi di suolo, acqua e aria contaminati da Pfas e per l’indagine sanitaria sui residenti nel raggio di 3 chilometri. Ed è una notizia che divide, perché a queste latitudini si vuole andare fino in fondo. Lo ha ribadito, con un presidio davanti al Palazzo di giustizia il comitato ‘Ce l’ho nel sangue’, che spinge affinché il processo ora si celebri a porte aperte. “Per noi che anche oggi eravamo in presidio davanti al Tribunale di Alessandria – commentano dal Comitato Stop Solvay – il rinvio a giudizio significa che la richiesta di verità e giustizia che portiamo avanti da anni continua il suo percorso. Significa che non è più possibile nascondere o ignorare la realtà di quello che è successo e di quello che ancora oggi accade a Spinetta Marengo”.