Una presunta “incompatibilità” con il nuovo ruolo di guida dell’ufficio legale della Asl di Lecce dopo la conclusione del proprio mandato come direttore generale dell’azienda sanitaria. Facendo venire meno “l’imparzialità, la trasparenza e la serenità dell’azione amministrativa”. A sollevare il caso, è la Cisal Sanità di Lecce, per voce del segretario provinciale Giovanni d’Ambra che chiede, con una nota ufficiale, al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, di revocare l’incarico all’avvocato Stefano Rossi di direttore dell’ufficio legale, perché “incompatibile in modo permanente con la funzione di garanzia propria dell’ufficio”.

Dopo il passaggio di consegne ufficiali con il quale l’azienda è passata sotto la guida del nuovo direttore, Gianluca Capochiani, l’avvocato Rossi è stato trasferito alla guida dell’ufficio legale della Asl di Lecce. Un incarico “incompatibile con la necessaria terzietà dell’ufficio” dal momento che Rossi “si troverebbe a dover valutare atti e provvedimenti da lui stesso adottati negli anni di direzione e fino a questo ultimo semestre svolto come commissario straordinario della Asl Lecce”.

Oltre a un’ipotesi di incompatibilità nella nota indirizzata al presidente della Regione, il sindacato segnala anche un presunto conflitto di interessi dal momento “che - denuncia D’Ambra - la coniuge dell’avvocato Rossi ricopre un incarico dirigenziale all’interno della stessa azienda sanitaria salentina. Una circostanza incompatibile con la guida dell’ufficio legale, che rappresenta un presidio di garanzia interna e richiede un livello di indipendenza pieno e non comprimibile”. Nella nota ufficiale inviata in Regione, il sindacato chiede di valutare una diversa collocazione dell’avvocato Rossi, non in ruoli apicali e neppure collegati agli atti prodotti in questi perché il rischio è far venire meno “l’imparzialità, la trasparenza e la serenità dell’azione amministrativa”.