Nuovo capitolo giudiziario nel caso di Yara Gambirasio per cui è stato condannato all’ergastolo Massimo Giuseppe Bossetti. I difensori del muratore di Mapello, responsabile secondo la Cassazione e gli altri giudici dell’omicidio della tredicenne scomparsa il 26 novembre 2010 a Bonate Sopra e ritrovata senza vita tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola, hanno depositato alla Corte d’Assise di Bergamo, in funzione di giudice dell’esecuzione, un’istanza finalizzata a ottenere l’autorizzazione per svolgere nuovi accertamenti tecnico-scientifici sui reperti e sui campioni biologici ancora esistenti.

La richiesta, presentata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, si inserisce nel percorso processuale aperto dalla Cassazione con il provvedimento del 26 luglio 2023. In quella decisione i giudici avevano autorizzato la difesa a visionare reperti e campioni conservati, rinviando a una fase successiva l’eventuale richiesta di ulteriori approfondimenti tecnici. Secondo i legali, gli elementi che oggi giustificano la nuova istanza sono emersi soltanto dopo le attività autorizzate dal giudice dell’esecuzione e, soprattutto, in seguito alla consegna della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma nel corso delle indagini. Si tratta di materiale che la difesa chiedeva da anni e che è stato reso disponibile soltanto nell’ambito dell’attuale procedimento.