| 25 Giugno 2026 14:03 |

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(Adnkronos) – I difensori di Massimo Giuseppe Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, hanno depositato alla Corte d’Assise di Bergamo, quale giudice dell’esecuzione, un’istanza finalizzata a ottenere “l’autorizzazione allo svolgimento di accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici tuttora esistenti”. L’iniziativa costituisce il naturale sviluppo del percorso processuale delineato dalla Corte di Cassazione con il provvedimento del 26 luglio 2023, che prima aveva autorizzato la difesa “alla sola osservazione dei reperti, rinviando ad una successiva fase l’eventuale richiesta di ulteriori approfondimenti tecnici”.

Per la difesa rappresentata da Claudio Salvagni e Paolo Camporini, “è opportuno precisare che gli elementi oggi posti a fondamento dell’istanza sono emersi soltanto all’esito delle attività autorizzate dal giudice dell’esecuzione e, in particolare, dopo la recente acquisizione e consegna alla difesa della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma nel corso delle indagini”.

L’analisi degli abiti della vittima (leggings, slip, scarpe, felpa e giubbotto) custoditi rispettando la catena di conservazione, ma anche nuovi approfondimenti che si sono resi necessari dopo la consegna della documentazione delle foto in alta definizione realizzata dal Ris di Parma. E’ da qui – secondo quanto apprende l’Adnkronos – che la difesa di Massimo Bossetti riparte per cercare di riaprire un caso chiuso nel 2018 con la sentenza definitiva della Cassazione.