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I due forti terremoti che hanno colpito il Venezuela sono un caso di doppietta sismica, un fenomeno meno comune rispetto a un terremoto principale seguito da scosse di assestamento di minore entità. Si verifica quando la rottura di una faglia innesca la spaccatura di un altro segmento della stessa faglia o di una molto vicina. Le due scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, sono state registrate a 40 secondi di distanza l'una dall'altra, a 23 e 28 chilometri dalla città di Yumare, secondo l'United States Geological Survey (Usgs).
Che cos'è una doppietta sismica
Si parla di doppietta «quando due terremoti di magnitudo molto simile si verificano a brevissima distanza nel tempo e nello spazio», spiega Lucia Lozano, sismologa della Rete Sismica Nazionale Spagnola. «Non è un evento molto comune – aggiunge – è più frequente che un terremoto principale si verifichi lungo un'intera faglia e rilasci tutta la tensione accumulata nella crosta terrestre». Talvolta, però, quella prima rottura può innescarne un'altra «in un altro segmento della stessa faglia, o su una faglia molto vicina, come è successo ora in Venezuela». Un segnale, secondo l'esperta, di una zona di rottura «molto complessa, con processi di interazione tra le faglie».










