Per i terremoti esiste quasi sempre una gerarchia: una scossa principale e, a seguire, una lunga sequenza di repliche sempre meno intense. In Venezuela, invece, la terra ha tremato fortissimo due volte, nel giro di appena 40 secondi. Due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 si sono originate in punti e a profondità diverse a ovest di Caracas. È ciò che i sismologi definiscono earthquake doublet: una "doppietta sismica", un fenomeno in cui due grandi terremoti si susseguono in rapida sequenza. “Si tratta di un fenomeno relativamente frequente nei terremoti di tipo trascorrente, cioè quelli che avvengono lungo faglie in cui due placche scorrono orizzontalmente l'una rispetto all'altra”, spiega a HuffPost Carlo Doglioni, già presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e oggi vicepresidente dell'Accademia dei Lincei. “È qualcosa di simile a quanto accadde in Turchia nel febbraio 2023, quando due violenti terremoti si verificarono a distanza di poche ore”.

La spiegazione va cercata nelle peculiarità dell'area. Il Venezuela si trova lungo il margine tra la placca caraibica e quella sudamericana, che scorrono lateralmente l'una rispetto all'altra. In alcuni tratti questo movimento resta bloccato per decenni, talvolta per secoli, mentre l'energia continua ad accumularsi. Quando la roccia non è più in grado di sopportare quella tensione, la faglia si rompe. Nella maggior parte dei casi il rilascio avviene in un unico grande terremoto; altre volte, come accaduto in queste ore, il primo sisma modifica lo stato di tensione della faglia favorendo l'innesco del secondo. “Eventi di questo tipo, con magnitudo compresa tra 7 e 7,9, non sono affatto eccezionali: in media se ne registrano tra i quindici e i venti ogni anno nel mondo”, precisa Doglioni. “È una statistica consolidata, basata sulle relazioni elaborate da Richter e Gutenberg e confermata dalle osservazioni raccolte negli ultimi decenni”.