Pubblicato il: 25/06/2026 – 16:23

di Giorgio Curcio

MILANO Trent’anni di carcere per Francesco Orazio Desiderato e Massimiliano Crocco. È la richiesta di condanna avanzata dai pm della Dda di Milano Gianluca Prisco e Simona Ferraiuolo nel troncone del processo ordinario nato dall’inchiesta sul traffico di droga tra Lombardia, Calabria e Sicilia. Al termine della requisitoria, l’accusa ha chiesto anche 21 anni e 2 mesi per Alessandro Martone, 18 anni e 3 mesi per Pietro Valente e 8 anni e 6 mesi per Saverio Lo Mastro. Richieste pesanti, che chiudono la fase dell’accusa in uno dei filoni processuali dell’indagine sfociata nell’ordinanza cautelare emessa dal gip di Milano Daniela Cardamone. Un’inchiesta che, secondo la ricostruzione della Dda, avrebbe messo a fuoco un sistema organizzato per l’approvvigionamento e la rivendita di cocaina, hashish e marijuana, con basi operative nel Milanese e collegamenti con soggetti di origine calabrese e siciliana.

L’inchiesta e i ruoli contestati

Al centro dell’impianto accusatorio c’è il presunto gruppo dedito all’approvvigionamento e alla rivendita di cocaina, hashish e marijuana, con basi operative nel Milanese e ramificazioni capaci di intercettare canali e contatti anche fuori dalla Lombardia. Un’inchiesta che nelle carte aveva fatto emergere la centralità di alcuni luoghi: l’autodemolitore di via Costante Girardengo, indicato come base operativa del gruppo, gli appartamenti e i punti di distribuzione di via Bramantino e piazza Cimitero Maggiore, oltre a box e depositi utilizzati per lo stoccaggio della droga. Secondo la ricostruzione dell’accusa il nipote di Zi ‘Ntoni Mancuso Francesco Orazio Desiderato (cl. ’82), assistito dall’avvocato Francesco Capria, avrebbe avuto il ruolo di «promotore e organizzatore», con la capacità di «prendere decisioni operative, mantenere i rapporti con i principali fornitori, determinare i prezzi della sostanza e gestire il denaro ricavato dall’attività illecita». Un ruolo apicale, dunque, nella prospettazione della Dda, attorno al quale si sarebbe strutturata la rete di acquisti, cessioni e reinvestimenti. Crocco, cosentino classe ’77, per i pm avrebbe invece ricoperto il ruolo di organizzatore e uomo di fiducia di Desiderato. A lui viene attribuita la gestione delle piazze di spaccio e dei principali punti di distribuzione, in particolare tra via Bramantino e piazza Cimitero Maggiore. Era lì, secondo le carte, che sarebbero confluiti rifornimenti e acquirenti, con una divisione di compiti ritenuta stabile dagli investigatori.