Dietro i numeri dei giovani pugliesi che costruiscono altrove una parte del proprio futuro non c’è solo il tema della fuga. C’è una domanda più grande: come può la Puglia restare connessa con le energie che ha formato e trasformarle in sviluppo condiviso?

Nel 2024 sono state 1.809 le persone provenienti dalla Puglia che hanno trasferito la residenza a Milano. Il dato più interessante non è la destinazione, ma l’età: 1.017 avevano tra 25 e 34 anni. I numeri anagrafici non spiegano perché ci si sposti, ma dicono quando accade: nella fase in cui si costruiscono lavoro, autonomia e futuro. E il movimento non è mai a senso unico: tra il 2004 e il 2024, accanto ai 37.277 trasferimenti dalla Puglia verso Milano, si registrano anche 14.828 trasferimenti da Milano verso la Puglia. Il saldo resta favorevole a Milano, ma proprio per questo la sfida è costruire più bidirezionalità e complementarietà tra territori.

Da qui dovrebbe partire una riflessione più matura. Non il solito racconto della fuga. E nemmeno la consolazione per cui chi parte resta pugliese nel cuore. Il punto è capire se la Puglia possa restare in relazione con le competenze che ha formato, trasformando traiettorie individuali in connessioni utili a imprese, università e comunità locali.