Si chiama "distillazione" perché, come nel processo chimico da cui prende il nome, consente di estrarre ciò che conta davvero. Nel mondo dell'intelligenza artificiale significa usarce le risposte di un chatbot molto avanzato per addestrarne un altro, più piccolo o meno costoso. In pratica si "distillano" alcune capacità senza dover sostenere i costi necessari per svilupparle da zero. Le stesse aziende che sviluppano AI utilizzano spesso questa tecnica per creare versioni più leggere dei propri sistemi. Il problema, secondo Anthropic, nasce quando questa tecnica viene applicata ai modelli di un concorrente senza autorizzazione.
È proprio questa l'accusa che la società guidata da Dario Amodei rivolge ad Alibaba, il gigante cinese dell'e-commerce e del cloud computing che negli ultimi anni è diventato uno dei principali protagonisti della corsa all'intelligenza artificiale grazie alla famiglia di modelli Qwen. In una lettera inviata al Congresso e alla Casa Bianca, e che ha pubblicato Bloomberg, Anthropic sostiene che operatori collegati a Qwen abbiano utilizzato quasi 25.000 account falsi per accedere a Claude e generare 28,8 milioni di interazioni tra aprile e giugno.
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