In Colombia Abelardo de la Espriella ha battuto di misura Iván Cepeda, sostenuto dal leader di sinistra uscente. Dovrà fare i conti con l’opposizione in parlamento e nelle piazze

Abelardo de la Espriella sarà il nuovo presidente della Colombia. Al ballottaggio del 21 giugno quest’avvocato milionario di estrema destra ha ottenuto 245mila preferenze in più del suo avversario, il candidato di sinistra Iván Cepeda sostenuto dal leader uscente Gustavo Petro (il primo presidente di sinistra nella storia del paese).

Nel suo discorso dopo la vittoria, de la Espriella ha adottato un tono radicalmente diverso rispetto a quello della campagna elettorale. Si è impegnato a governare nell’interesse di tutti i colombiani, a non perseguitare gli oppositori solo perché la pensano in modo diverso, a rispettare l’equilibrio dei poteri e a non ingannare il paese proponendo soluzioni miracolose. In breve, ha scelto il tono di un leader eletto. È stato un discorso che ha sorpreso molti, visto l’atteggiamento aggressivo che aveva mantenuto nei mesi prima del voto. In ogni caso, la sua vittoria ha mandato in frantumi tutte le regole della politica colombiana degli ultimi decenni.

Anche se nella sua carriera di avvocato de la Espriella è stato molto vicino al potere (e spesso ai suoi settori più torbidi), arriverà alla presidenza da outsider, senza un legame con i partiti tradizionali, cosa che ricorda il successo ottenuto dall’ultraconservatore Álvaro Uribe (presidente della Colombia fino al 2010) alle elezioni del 2002, quando trionfò al primo turno contro ogni pronostico.