In aggiornamentoLa cocaina avrebbe viaggiato da un quartiere all'altro di Palermo senza confini, raggiungendo le zone della movida e i quartieri residenziali attraverso una rete di spacciatori che effettuava consegne a domicilio con modalità simili a quelle dei rider. È quanto emerge dall'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo che ha portato all'esecuzione di sette misure cautelari da parte della Sezione di Polizia giudiziaria della Polizia di Stato presso la Procura.Il giudice per le indagini preliminari ha disposto cinque custodie cautelari in carcere e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di sette palermitani. Quattro degli indagati sono gravemente indiziati di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina, mentre gli altri tre rispondono, in concorso, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.L'attività investigativa, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e sviluppata tra il 2024 e il 2025, si è estesa a numerosi quartieri della città: dalla Noce alla Zisa, passando per via Dante, Politeama, Villaggio Santa Rosalia, Fiera del Mediterraneo, Borgo Vecchio, piazza Magione, Malaspina, Sperone, Strasburgo, via Terrasanta e via Roma.Secondo gli investigatori, il traffico di droga non era più circoscritto alle periferie, ma interessava trasversalmente l'intero tessuto urbano, coinvolgendo ogni fascia sociale. Per ricostruire la rete di spaccio sono stati utilizzati pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati e immagini dei sistemi di videosorveglianza.Le indagini hanno evidenziato un'organizzazione particolarmente prudente. Gli indagati avrebbero utilizzato un linguaggio in codice per riferirsi alle dosi, ai prezzi e ai luoghi degli incontri, rendendo necessario un lungo lavoro di decifrazione delle conversazioni da parte degli investigatori. Gli acquirenti, inoltre, venivano spesso identificati con soprannomi o pseudonimi.L'inchiesta ha documentato anche un'intensificazione dell'attività di spaccio nei fine settimana e nelle aree della movida, con gli spacciatori che sarebbero rimasti operativi per tutta la notte per soddisfare le richieste dei clienti. In alcune conversazioni intercettate gli acquirenti avrebbero perfino chiesto informazioni sulla qualità della cocaina, lamentandosi in un caso della merce ricevuta.Nel corso dell'esecuzione delle misure cautelari è stato impiegato anche personale femminile della Polizia di Stato, poiché tra gli arrestati figurano due donne ed è stato necessario procedere all'affidamento di alcuni minori.Al termine delle formalità di rito, i cinque destinatari della custodia cautelare sono stati trasferiti nel carcere Pagliarelli di Palermo, mentre gli altri due sono stati sottoposti all'obbligo di firma.