<p>La flat tax per i titolari di partita Iva ha raggiunto «oltre due milioni di beneficiari, con un costo stimato in termini di minor gettito di <strong>3,4 miliardi per il 2025</strong>, sensibilmente superiore alle previsioni originarie».

Lo ha evidenziato la Corte dei Conti nella sua relazione sul rendiconto generale dello Stato per l’esercizio 2025. </p> <ul class="leggi-anche"> <li><i>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/pnrr-corte-dei-conti-previsto-slittamento-di-circa-il-40-della-spesa-oltre-2026-si-tratta-di-24-2-miliardi-202606241329064012">Pnrr, Corte dei conti: previsto lo slittamento di circa il 40% della spesa oltre 2026.

Si tratta di 24,2 miliardi di euro</a></i></li> </ul> <p>Sempre più italiani scelgono di optare per il regime agevolato: rispetto al 2019 il <strong>24,7% di contribuenti in più </strong>ha beneficiato della norma che prevede un abbassamento della base imponibile in base all’attività svolta, che comunque non deve superare gli 85 mila euro l’anno, oltre a un’aliquota agevolata al 5% per i primi cinque anni di attività. </p> <p> </p> <p>Il rapporto dei magistrati contabili segnala inoltre nel corso del 2025<strong> l'imposta sui servizi digitali </strong>ha consolidato la sua traiettoria espansiva (+40,1%), attestandosi a 637 milioni, mentre la <strong>global minimum tax</strong> nel suo primo anno di applicazione ha generato un gettito di soli 46 milioni rispetto ai 381 milioni inizialmente previsti. </p> <p> </p> <p>La Corte dei conti registra, inoltre, un’impennata anche del numero delle <strong>indagini finanziarie</strong> sui conti correnti <strong>incrementate del 186% rispetto al 2022</strong>, arrivando a 5.783 verifiche autorizzate in un anno.