Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciL’asse Roma Berlino nello sport bolognese sembra tornato a storiche alleanze. Il Bologna è passato da un allenatore Italiano (Vincenzo) a uno Tedesco (Domenico), mentre la Virtus affida il proprio prestigioso team italiano a un coach che ha allenato la nazionale tedesca. Si salva (si fa per dire) solo la Fortitudo che arruola un allenatore italiano, Demis Cavina, il quale conosce di tedesco forse solo qualche professore della natia Castel San Pietro.
Paolo Penazzi
Risponde Beppe Boni
L’ironia del lettore che gioca con le parole tra italiano e tedesco ci ricorda che per la Bologna dello sport questo è un altro anno di svolta dal calcio al basket. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Da quando sono scesi in campo i procuratori che per mestiere devono firmare un contratto dietro l’altro la girandola nel calcio e nel basket è frenetica. Il Bologna di Italiano aveva esaurito forse la carica psicologica ed era necessario sia per il mister che per gli atleti voltare pagina, così è arrivato Tedesco.
Negli ultimi tre anni la panchina della Virtus ha visto diversi cambi di guida tecnica con l’avvicendamento di quattro allenatori: Scariolo, Banchi, Ivanovic e il recente arrivo di Mumbrù che con la nazionale della Germania ha conquistato uno storico oro agli Europei di Lettonia 2025. La Virtus non molla, l’obiettivo è vincere di nuovo il campionato nell’eterna sfida con Milano. La Fortitudo se la cava orgogliosamente in A2, ma non riesce a risalire nella prima serie. Ci riproverà quest’anno con un nuovo assetto societario e un nuovo coach, Demis Cavina.







