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Il “ritorno al futuro” del campo largo deve necessariamente partire dalla Liguria. Era l’estate di due anni fa quando, dopo una lunga e tortuosa vicenda giudiziaria, si dimise il governatore Giovanni Toti. Dal giorno dopo il Pd si sentì la vittoria in tasca: «La Regione sarà nostra», esclamavano al Nazareno, tra esibizioni di manette e tappi di champagne. La vittima sacrificale di allora fu l’ex ministro Andrea Orlando, l’attaccante mandato a tirare un calcio di rigore a porta vuota. In quelle settimane Matteo Renzi decise il suo grande passo: «Darò una mano a Elly Schlein anche in Liguria». L’annuncio del leader di Italia Viva fu accolto da un vero e proprio psicodramma: la sinistra genovese passò velocemente dal mugugno all’insulto.

Nella rossa Toscana si inventano la corsia privilegiata per “trans e non binari”

Militanti, dirigenti e professionisti dell’indignazione si mobilitarono come se il senatore fiorentino avesse annunciato uno sbarco ostile nel porto di Genova. Nel frattempo, il Fatto Quotidiano avviò una campagna di interdizione preventiva: articoli, commenti, retroscena e ammonimenti. L’obiettivo era chiaro: fermare sul nascere qualsiasi tentativo di alleanza. Alla fine il colpo ferale arrivò da Giuseppe Conte, a pochi giorni dalla presentazione delle liste: «Non c’è posto per l’ex rottamatore». Ventiquattro mesi dopo, la “maledizione” del campo largo si ripresenta con le stesse modalità. E con gli stessi attori che hanno calcato la scena nella città della Lanterna. Ieri sul tema si è cimentato il co-leader di Avs Angelo Bonelli, che fu uno dei più attivi anche durante la “battuta” nei carruggi. Dice Bonelli: «Renzi ha spiegato che il suo compito è portare a votare il suo elettorato che detesta me, Conte, Fratoianni». Poi la bacchettata: «Se pensiamo di costruire un’alleanza basata su questi presupposti, dico: «Fermiamoci, perché per noi l’elemento della coerenza, della passione e dei valori è fondamentale». Il messaggio è chiarissimo: «Vogliamo costruire un programma coerente per governare cinque anni, non vogliamo trovarci dopo un anno a cambiare governo».