Messa in latino a parte, il programma del Concistoro non ha scaldato il cuore di tutti. Si articolerà in quattro sessioni di lavoro

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Lo spettro dello scisma si aggirerà sul Concistoro straordinario che Leone XIV aprirà domani in Vaticano. La seconda riunione coi cardinali voluta da Prevost dopo quella di gennaio si terrà alla vigilia delle consacrazioni episcopali annunciate dalla Fraternità San Pio X senza mandato pontificio e che probabilmente causeranno una scomunica per scisma. Di questo però non si parlerà nella due giorni di lavori nell'aula Paolo VI. Anzi: come ci confessa un cardinale, la prossimità con le consacrazioni avrebbe indotto la Santa Sede a cambiare l'agenda originaria. L'intento iniziale sarebbe stato quello di recuperare i due temi meno votati nella precedente riunione tra i quali c'era anche la questione liturgica. Ma siccome quest'ultima è uno degli scogli (non il principale) nel dialogo coi lefebvriani, a Palazzo Apostolico si è preferito evitare. La liturgia antica non è una prerogativa esclusiva dei seguaci di Lefebvre ma viene celebrata anche da istituti in piena comunione con Roma che dal 2021 sono alle prese con le restrizioni di Traditionis custodes. Non sarà però questo Concistoro ad indicare al Papa se sia il caso o meno di allentare le maglie coi tradizionalisti interni. Ma è un tema destinato a restare caldissimo perché, a quanto ci risulta, più si avvicina il giorno delle consacrazioni e più aumentano i mal di pancia di professi e suore legate alla Fraternità che non vorrebbero incorrere in una potenziale scomunica.