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Il Genoa ha convinto il giocatore e il Legnago con una proposta irrinunciabile
Un altro baby gioiello biancazzurro finisce in serie A. Le tre categorie professionistiche del calcio italiano sono piene di giocatori cresciuti nel vivaio della Spal. Negli anni d’oro del settore giovanile guidato da Ruggero Ludergnani, ma anche nelle gestioni successive, in via Copparo sono cresciuti campioncini in quantità industriale che purtroppo i tifosi biancazzurri non si sono potuti godere fino in fondo. Certo, qualcuno è arrivato in prima squadra – da Gabriel Strefezza a Salvatore Esposito, passando per Demba Thiam, Patryk Peda, Demba Seck, Steven Nador ed Emanuele Rao, giusto per citarne alcuni –, ma la maggior parte se ne sono andati sul più bello. E ai supporters biancazzurri non resta che ripensare con rammarico a quello che poteva essere e non è stato. La beffa più grande è avvenuta un anno fa, quando in seguito al fallimento tutti i ragazzi del vivaio si sono liberati in automatico. E le società di serie A e B hanno avuto gioco facile nel saccheggiare quello che restava del glorioso settore giovanile di via Copparo. La storia di Fortunate Osemahu Tony è in parte diversa, ma è l’esempio lampante del tesoro che aveva tra le mani la Spal, un patrimonio dilapidato nel peggior modo possibile. Fortunate nasce a Rovigo da una famiglia nigeriana nel 2008, e a soli otto anni viene scoperto da Giacomo Laurino nel Duomo e portato nel vivaio della Spal, dove gioca nel gruppo allenato da Marco Aventi (attuale responsabile del settore giovanile biancazzurro). Da quel momento effettua tutta la trafila nelle selezioni di via Copparo, fino all’Under 17 con mister Corsi. Non è al livello dei migliori talenti, ma la Spal non se ne priva: viene impiegato prima in attacco, poi sulla fascia e infine in difesa. Da ‘braccetto’ nella difesa a tre, dove fa il salto di qualità. Nell’estate 2025 la società di via Copparo scompare, ma nessun club professionistico punta su di lui. Rimane a spasso, fino alla chiamata di Laurino che nel frattempo è diventato il direttore sportivo del Legnago in serie D. Tony viene aggregato alla prima squadra, firma un biennale e gioca un campionato clamoroso. Disputa anche il torneo di Viareggio, e viene notato da Lecce, Torino, Milan, Juventus e Udinese. Alla fine però la spunta il Genoa, che convince il giocatore e il Legnago con una proposta davvero irrinunciabile. A cifre che in serie D non si vedono tutti i giorni. Nel Grifone l’ex spallino sta per firmare un contratto triennale con l’opzione per i due anni successivi. A 18 anni appena compiuti sarà inserito nella squadra Primavera 1, ma il Genoa ha intenzione di aggregarlo spesso e volentieri al gruppo di serie A guidato da Daniele De Rossi, dove guarda caso gioca con continuità un certo Mikael Egill Ellertsson, un altro prodotto del vivaio biancazzurro.













