di
Marina Belotti
La società nerazzurra con la cessione dell'esterno al Chelsea otterrà 60 milioni più il 10% della rivendita. E ora pensa ad Alajbegovic
Per il mercato, l’Atalanta è palestra di vita e fa scuola a tutta la Serie A. Ieri è stato perfezionato l’accordo per Marco Palestra, l’esterno destro classe 2005 cresciuto nel vivaio nerazzurro che i Percassi hanno ormai venduto a 60 milioni di euro totali — almeno per ora — al Chelsea, portando a casa la miglior plusvalenza della storia atalantina. Tutto questo, dopo un solo anno da titolare in Serie A, in prestito nel Cagliari in lotta per la salvezza, e dopo 5 apparizioni in Europa. I Blues verseranno nelle casse dell’Atalanta 57 milioni di parte fissa, a cui aggiungeranno 3 milioni di bonus e il 10% sulla futura rivendita. Una cifra monstre che ha fatto capitolare il club nerazzurro, come accadde l’anno scorso per Retegui, a cui l’Al-Qadsiah offrì oltre 68 milioni.
Anche Palestra, che desiderava rimanere in Italia a giocare la Champions (il Chelsea è fuori dall’Europa), si è fatto convincere dall’ingente offerta: uno stipendio da 5 milioni netti più bonus, per una cifra che sfiora i 6 milioni a stagione, e garantita per 6 anni. Palestra, 21 anni, al momento non arriva a guadagnare neanche 300 mila euro. Il tecnico del Chelsea Xabi Alonso gli ha poi promesso un ruolo centrale nel progetto, corteggiandolo personalmente. Tanto che lo stesso Palestra ha sollevato il telefono per ringraziare i Percassi comunicando loro che, dopo essersi già detto sì all’Inter, sarebbe stato disposto ad accettare anche l’offerta del Chelsea. L’Inter però si era fermata ai 45 milioni di parte fissa + 5 di bonus. Non c’è stata partita.














