«Il picco di caldo, per il Nord e Centro Italia, deve ancora arrivare. Perché, nei prossimi giorni, nelle zone interne del Paese è previsto che le temperature superino i 40 gradi. Mentre in città le massime saranno lievemente più basse, ma sempre estreme e, soprattutto, superiori a quelle di questi giorni», spiega Massimo Ciccazzo, esperto climatico e segretario dell’associazione Edmondo Bernacca onlus. A Roma, dove secondo i rilevamenti ufficiali finora non si sono superati i 36, nonostante il caldo percepito, si raggiungeranno i 38 gradi. A Milano i 36/37 gradi. A Firenze si toccheranno i 40 gradi. Dati estremi che hanno colpito meno il Centro sud, interessato solo marginalmente dal potente anticiclone, così come parte della zona Adriatica.

La tregua Secondo Ciccazzo «il primo piccolo miglioramento, con una graduale discesa delle temperature, potrebbe arrivare martedì prossimo. Poi, nei giorni successivi, è previsto un progressivo assestamento delle temperature, con una media intorno ai 30/32 gradi». I valori registrati in questo giugno, in Italia, si sono avvicinati a quelli più alti registrati nell’ultimo ventennio nello stesso mese: nel 2022 e nel 2003. Bisognerà attendere la prossima settimana per avere un innalzamento nel nord e centro Italia, «ma quando il termometro comincerà a scendere ci sarà il rischio di fortissimi temporali. Altri fenomeni molto intensi, estremi, che potrebbero risultare devastanti, causati dall’incontro dell’aria più fresca con quella rovente». Le previsioni esatte sul resto dell’estate non sono ancora possibili. «Sicuramente - spiega Ciccazzo - ci saranno altre fasi calde». In Europa, secondo l’esperto, «è un’altra cosa e si osserva un fenomeno ancora più raro». Perché, se la Spagna è già abituata al caldo estremo, «sembrava impossibile che in Francia si registrasse una temperatura superiore ai 40 gradi». Invece martedì, a nord di Bordeaux sono stati raggiunti i 44,7 gradi. Ieri, per la prima volta, a giugno, a Parigi è stata superata la soglia dei 40 gradi. Un picco che non era mai stato raggiunto dall’inizio rilevazioni della stazione storica nel parco di Montsouris, attiva dal 1800. Il dato finora più alto, nello stesso mese, era quello dei 37,6 del 1947. La stazione di Parigi Orly ha segnalato un livello massimo di 40,2 gradi, rispetto al precedente di 37,1 del 2017. «La prossima settimana anche negli altri paesi europei dovrebbe esserci un cambio di circolazione - ha aggiunto il climatologo - e il potente anticiclone africano che, sulla sua traiettoria, ha colpito Francia, Spagna e Italia, si sposterà verso est. Negli ultimi giorni della settimana saranno interessate Germania e Polonia». A Berlino sono previste temperature tra i 39 e i 40 gradi. Stessa cosa a Varsavia, dove, tra domenica e lunedì, il termometro raggiungerà i 35 gradi. Intorno a mercoledì prossimo, anche in quest’area, la situazione dovrebbe migliorare. Le statistiche «Si tratta di fenomeni eccezionali - sottolinea ancora Ciccazzo - che negli ultimi anni si stanno ripetendo con maggiore frequenza. Il tema è sempre lo stesso: il cambiamento climatico che comporta situazioni estreme, con durata che, negli anni, diventa sempre più lunga». Questi eventi, infatti, adesso sono più intensi e più duraturi. «Statisticamente», sottolinea il meteorologo, «prendendo come riferimento la media climatica dell’ultimo trentennio, ossia 1991-2020, negli ultimi dieci anni, c’è stata una progressiva e netta accelerazione. Si è registrato un aumento delle temperature di 0,5/0,56 gradi ogni decennio». A Roma, dall’inizio delle rilevazioni nella stazione del Collegio Romano, nel 1782, per esempio, sono stati registrati i due mesi di giugno consecutivi con temperatura massima superiore ai 30 gradi. Fino agli anni Novanta, la media era di 27 gradi. Lo scorso anno è stata calcolata in 32,6 gradi. Oggi siamo già a 31, ma la previsione di ulteriori picchi nei prossimi giorni farà sicuramente assestare la media massima a 32 gradi.