Un gruppo del KIGAM, l'istituto coreano di geoscienze e risorse minerarie, ha messo a punto un processo che converte i fondi di caff� esausti ancora umidi in un biochar paragonabile all'antracite in 90 secondi, saltando del tutto la fase di pre-essiccazione che pesa sulle tecnologie concorrenti. Il metodo, battezzato Flame Plasma Pyrolysis (FPP), lavora direttamente biomassa con circa il 55% di umidit� senza alcun trattamento preliminare, ed � descritto in uno studio pubblicato il 1 giugno 2026 sul Chemical Engineering Journal di Elsevier. Il dato che rende interessante l'approccio � la velocit� unita alla qualit� del prodotto. Il biochar ottenuto ha un potere calorifico di 29,0 MJ/kg, circa il 33% in pi� rispetto ai fondi di caff� di partenza (21,8 MJ/kg) e vicino a quello dell'antracite. Il contenuto di carbonio fisso quasi triplica, passando dal 15,6% al 46,2%, mentre la massa complessiva si riduce dell'83,3%. Come funziona: il plasma da combustione e l'effetto popcorn Il sistema genera fiamme al plasma a circa 800-900 �C bruciando gas di petrolio liquefatto (GPL) e aria compressa, a pressione atmosferica. Il plasma nasce dalla combustione e non da dispositivi elettrici ad alta intensit�, il che riduce il consumo energetico complessivo del trattamento. Il meccanismo di carbonizzazione ribalta il problema dell'umidit� trasformandola in alleata. Il calore intenso vaporizza rapidamente l'acqua intrappolata nelle particelle di biomassa, e la pressione che ne deriva innesca microesplosioni interne, il cosiddetto effetto popcorn. Queste microesplosioni aumentano la porosit� del materiale e accelerano la carbonizzazione. Lo si misura sulla superficie specifica, che passa da 1,5 a 115,4 m�/g: un salto che rende il prodotto un possibile precursore di carbone attivo o materiale adsorbente, oltre che combustibile. Confronto con le alternative e profilo ambientale Sul fronte dei tempi il margine � ampio. La FPP risulta da 40 a 240 volte pi� rapida della carbonizzazione idrotermale, che richiede da una a sei ore, e oltre 20 volte pi� rapida della torrefazione, che ne chiede almeno trenta minuti. Il processo elimina inoltre completamente i composti di zolfo, prevenendo le emissioni di ossidi di zolfo (SOx) durante la combustione del prodotto, e genera quantit� minime di inquinanti secondari come fumo e catrame rispetto alle tecnologie convenzionali. Il design compatto e la rapidit� di trattamento, secondo il comunicato dell'istituto sulla tecnologia FPP, la renderebbero adatta a impianti decentralizzati di valorizzazione energetica dei rifiuti direttamente sul posto. Lo studio � firmato come autore principale dal Dr. Taejun Park del KIGAM, in collaborazione con GodTech Co., Ltd. La tecnologia � in linea di principio estendibile ad altri rifiuti organici ad alta umidit�, dai residui alimentari ai fanghi di depurazione fino agli scarti agricoli. "Questa tecnologia introduce un nuovo paradigma in cui il rifiuto non � pi� visto come un problema di smaltimento ma come una risorsa energetica di valore", ha dichiarato Park. "Intendiamo estendere la tecnologia a vari tipi di rifiuti organici ad alta umidit� e ottimizzare ulteriormente il processo in vista della commercializzazione su scala industriale". Il passaggio dalla scala di laboratorio a quella industriale resta da dimostrare. La quantit� di fondi di caff� esausti nel mondo � di oltre 10 tonnellate annue.