Si sono introdotti nel deposito di Lenta dove sono custoditi oltre 3 mila carri armati, per girare dei contenuti video da postare sui social. Ma quando sono usciti hanno trovato ad attenderli una pattuglia dei carabinieri. Per due ragazzi romani è scattata la denuncia. Agli occhi dei militari, l’altra mattina, non era passata inosservata un’automobile parcheggiata fuori dalla rete che delimita l’area che ospita i mezzi da combattimento dell’esercito italiano. Così, insospettiti, i militari hanno atteso fino a quando hanno notato uscire dal deposito i due giovani. Solo a quel punto li hanno identificati e chiesto conto delle loro attività. I due hanno risposto che erano entrati nell’area per filmare. Ma non avevano l’autorizzazione e così tutti i dispositivi elettronici in loro possesso sono stati sequestrati. Il deposito di Lenta ospita il parco mezzi cingolati e corazzati dell’esercito italiano. È noto come il più grande «cimitero» di veicoli corazzati d’Europa, con oltre 3.000 mezzi radiati o in attesa di smaltimento, tra cui numerosi carri armati Leopard. Originariamente centro di stoccaggio per veicoli da radiare o da destinare a rivendite e musei. Molti dei veicoli conservati lì sono in disuso o non operativi, e talvolta sono stati oggetto di revisione per essere inviati all’estero come pezzi di ricambio o aiuti militari. Nei 3 mila mezzi ospitati a Lenta sono inclusi carri armati, obici e veicoli da combattimento cingolati fuori servizio. Un parco ricco che ha fatto gola ai due giovani a caccia di immagini e di click. Le riprese in luoghi abbandonati (spesso definite come pratica Urbex o di esplorazione urbana) offrono scorci suggestivi, ma comportano notevoli rischi legali e strutturali. In Italia l’accesso a edifici dismessi senza autorizzazione può configurare il reato di violazione di domicilio o invasione di terreni o edifici. In questo caso invece la denuncia è stata per accesso a un’area di proprietà militare.