Il ragazzo di 17 anni che spaventa il Cremlino
4 min lettura
Il tuo browser non supporta l’audio.
“Perché mai il Cremlino dovrebbe prendersela con un adolescente ancora alle prese con i suoi esami scolastici?”. Così Alexander Browder ha scritto sul Telegraph dopo aver scoperto, proprio mentre era a scuola durante una lezione di economia, che il governo russo lo aveva inserito nella propria lista di persone colpite da sanzioni.Browder ha 17 anni, è uno studente britannico ed è una delle persone più giovani al mondo a essere colpito con un simile strumento dal regime di Vladimir Putin. La ragione dietro questo primato è il lavoro svolto da Browder sulle reti di criptovalute usate per aggirare le sanzioni occidentali imposte alla Russia dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina.
Il ministero degli Esteri russo ha infatti annunciato il 2 giugno l’inserimento di Browder e di altri quattro cittadini britannici in una lista di persone a cui è vietato l’ingresso nella Federazione Russa. Nella stessa tornata sono finiti anche la giornalista Catherine Belton, del Washington Post, e Richard Holmes, corrispondente per la sicurezza dell’iPaper. Mosca ha presentato la misura come una risposta alla diffusione di “disinformazione” e di accuse contro la politica russa.Il cognome Browder non è nuovo al Cremlino. Alexander è infatti figlio di Bill Browder, finanziere e attivista anticorruzione, da anni tra i critici occidentali più noti del Cremlino. Negli ultimi mesi, Alexander Browder ha pubblicato per la Henry Jackson Society un rapporto dal titolo Confronting the illicit-finance hydra in crypto markets, basato sul Global Cryptocurrency Laundering Database, una banca dati da lui costruita a partire da fonti aperte, documenti giudiziari, incriminazioni, annunci di azioni di polizia, sanzioni e analisi investigative.










