di
Stefano Montefiori
La co-presidente di International Advisory Panel on Biodiversity Credits (IAPB): «Le nostre società hanno preso l’abitudine di affrontare problemi legati alla natura a brevissimo termine»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTEPARIGI - Sylvie Goulard è co-presidente di International Advisory Panel on Biodiversity Credits (IAPB), l’iniziativa globale indipendente, istituita da Francia e Regno Unito, per promuovere la creazione di prodotti finanziari finalizzati a proteggere la natura. Da anni Goulard studia il clima e l’ambiente nel loro rapporto con la produzione e per Egea ha appena pubblicato il saggio «Il costo del cinismo – Non esiste prosperità senza rispetto per la natura».
Che cosa è andato storto, dopo l’ottimismo degli accordi di Parigi del 2015?«L’uomo crede ancora di essere la misura di tutto e spera che la natura si adatterà ai suoi bisogni quando stiamo già consumando più di ciò che è disponibile. Le nostre società hanno preso l’abitudine di affrontare problemi legati alla natura a brevissimo termine e senza vedere il loro carattere sistemico: clima, acqua e salute sono legati. Dopo il Covid, siamo tornati allo stesso sistema economico, estrattivo, ossessionato dalla competitività a breve termine, che crea pericoli per la salute. Adesso più aspettiamo, e più la transizione sarà costosa».







