Il dato della giornata di ieri è uno solo: circa il 70% dei lavoratori interessati ha aderito allo sciopero proclamato dall’UGL Trasporto Aereo Calabria presso SACAL GH S.p.A., società di handling operante nello scalo di Lamezia Terme. Una partecipazione che, secondo il sindacato, certifica un malessere ormai diffuso tra il personale e rappresenta un segnale che non può più essere ignorato né dalla società né dalle istituzioni.

La difesa del contratto collettivo

La mobilitazione, accompagnata da un partecipato sit-in nelle adiacenze del terminal, è nata dalla volontà di difendere il Contratto Collettivo Nazionale del Trasporto Aereo, il diritto di assemblea, il diritto di sciopero e la dignità dei lavoratori. Alla base della protesta vi è un sistema di relazioni industriali che l’UGL ritiene ormai svuotato del necessario confronto. Il sindacato ricorda di aver tentato fino all’ultimo di evitare il ricorso allo sciopero. Emblematico l’incontro del 10 giugno presso la Prefettura di Catanzaro, svoltosi quando la mobilitazione era già stata proclamata. In quella sede l’UGL aveva manifestato piena disponibilità a ricercare soluzioni condivise che avrebbero potuto evitare il conflitto. Secondo l’organizzazione sindacale, tale disponibilità non ha trovato riscontro, mentre la società avrebbe preferito contestare le procedure di raffreddamento e la proclamazione dello sciopero, chiedendo alla Commissione di Garanzia l’adozione di provvedimenti nei confronti dell’UGL. Una richiesta che non ha trovato accoglimento, essendo stata riconosciuta la regolarità dell’iter procedurale seguito dal sindacato. Secondo quanto denunciato dall’UGL Trasporto Aereo Calabria, anche la gestione dello sciopero presenta profili che meritano approfondimenti: “Il contingente minimo sarebbe stato predisposto unilateralmente dalla società e, nella fascia interessata dalla mobilitazione, risultavano presenti 34 lavoratori, di cui 18 inseriti nei contingenti minimi e 16 al di fuori degli stessi. Per il sindacato tali numeri meritano verifiche, poiché il contingente minimo è previsto dalla Legge n. 146 del 1990 per garantire esclusivamente i servizi essenziali e non il normale svolgimento dell’attività aziendale. Secondo le segnalazioni raccolte, il personale contingentato sarebbe stato invece impiegato sulle attività relative a tutti gli aeromobili in arrivo e in partenza, mentre ai lavoratori sarebbero state fornite soltanto indicazioni generiche sui servizi effettivamente essenziali da garantire”.