Via libera per gli interventi di riparazione dei danni sismici nella chiesa di Santa Maria della Porta a Macerata. Numerosi i lavori in programma, tra cui demolizione della pavimentazione esistente, smontaggio e recupero di quella originale sottostante in cotto ed eventuale suo reintegro, svuotamento e pulizia delle volte, riempimento del solaio con materiale alleggerito, rinforzo e consolidamento di volta a sesto ogivale, cuciture a secco di murature lesionate, reintegro degli stucchi e del decoro pittorico e interventi puntuali di cuci e scuci in corrispondenza delle lesioni del paramento esterno murario. L’edificio è il risultato della sovrapposizione di due chiese costruite in epoche differenti. La chiesa superiore (della metà del secolo XIV) si sviluppa in un’unica navata terminante con un presbiterio a pianta rettangolare leggermente più stretto della navata; la chiesa inferiore (risalente al IX secolo) non è più utilizzata per finalità liturgiche ed è stata recuperata negli anni ’60. Internamente è divisa in due navate separate da tre colonne in laterizio, sulle quali si scorgono antichi affreschi. L’intervento ha un costo di 737.085,18 euro. "Le nostre chiese fanno parte della tradizione del territorio – dichiara il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli –, dobbiamo tutelarle e le stiamo riportando al loro antico splendore". "Il complesso di Santa Maria della Porta sarà interessato da lavori per i danni causati dal sisma – spiega il vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi –: la parte pubblica dell’intervento restituirà alla città la chiesa superiore, che tornerà alla sua funzione di luogo di culto. L’obiettivo è restituire questi spazi alla comunità attraverso una destinazione culturale e di socializzazione di qualità, coerente con il loro valore". "È un luogo straordinario, un vero gioiello incastonato nel cuore di Macerata", conclude il sindaco Sandro Parcaroli.