Un nuovo atto arricchisce l’esposto sull’allestimento del palco del Summer Festival depositato in procura dai residenti di piazza Ariostea, da tempo in lotta contro gli eventi nell’area. Si tratta della relazione di servizio della polizia locale riguardante l’intervento del 2 giugno, data di inizio dei lavori di montaggio del palcoscenico, sulle cui tempistiche gli abitanti hanno sollevato alcuni dubbi. Nel documento gli agenti ricostruiscono le verifiche effettuate e la sanzione elevata a seguito del controllo. Tale relazione è ora finita al centro di un’integrazione dell’esposto già presentato dall’avvocato Alessandra Palma, legale dei residenti insieme al collega Francesco Vinci.

Ma veniamo ai contenuti del verbale. La relazione di servizio è stata ottenuta dai legali a seguito di una richiesta di accesso atti alla polizia locale. Tutto comincia nel pomeriggio del 2 giugno, festa della Repubblica. Alcuni residenti notano gli operai al lavoro per montare il palco e contattano la Locale affinché verifichi la regolarità delle autorizzazioni. Nella relazione di servizio si legge che quel giorno gli agenti sono arrivati in piazza Ariostea alle 17.08. Agli operatori non sarebbe stata mostrata "la concessione di occupazione di suolo pubblico rilasciata dal Comune", ma soltanto la richiesta inoltrata a suo tempo. Fabio Marzola, presidente dell’associazione Butterfly, organizzatrice della kermesse, avrebbe poi dichiarato "con certezza l’esistenza di tale concessione, asserendo che era in possesso del personale impegnato al parco urbano" in vista del concerto di Vasco. Lo stesso presidente – così il verbale – avrebbe inoltre assicurato di poter fare arrivare il documento sul posto "in tempi brevi" e che il ritardo era legato al "forte maltempo in atto" e alla "contiguità di due festività" che avrebbe "rallentato le comunicazioni tra gli uffici comunali". Nell’attesa delle carte, gli agenti hanno proseguito con le verifiche fino a quando Marzola avrebbe ricevuto una chiamata dal sindaco Alan Fabbri. Il primo cittadino, riporta il verbale, avrebbe chiesto di parlare con gli agenti, "confermando l’esistenza dell’autorizzazione" che sarebbe arrivata "in tempi ragionevoli". La documentazione è arrivata alle 19.40, ad accertamenti ancora in corso, sulla mail istituzionale di uno degli operatori: l’atto indica "la decorrenza dell’assemblaggio dal 2 giugno". Il tutto si è concluso poco prima delle 20. La polizia locale ha emesso una sanzione in quanto "la documentazione doveva essere tenuta sul posto ed esibita prontamente", ma non ha applicato la sanzione accessoria della sospensione dell’attività, essendo stato mostrato l’atto entro i tempi del controllo. "A nostro avviso – è il commento dell’avvocato Palma –, questa relazione confermerebbe quanto sosteniamo dall’inizio e cioè che sembrerebbero non esserci state le autorizzazioni al momento dell’inizio dei lavori di montaggio". Una ricostruzione dei fatti che ora sarà vagliata anche dalla procura.